Cos’è l’energia reattiva?

L’energia reattiva è un’energia che viene assorbita dalle macchine elettriche ma che non viene effettivamente impiegata per produrre lavoro utile (calore, forza, movimento). Questa energia è collegata al campo elettromagnetico necessario alla macchina per poter funzionare; anche se non consumata, questa energia viene comunque trasportata sulla rete nazionale producendo delle perdite sulle linee di distribuzione.

Un impianto che assorbe molta energia reattiva utilizza più corrente di quanta ne richiederebbe se fosse correttamente rifasato. Per questo motivo tale energia produce un danno economico e quindi è soggetta a penali.

 

Il calcolo delle penali

Ricordiamo che L’Autorità per l’energia e il gas aggiorna regolarmente i corrispettivi che si pagano per l’energia reattiva. La tariffa delle penali varia in base alla percentuale di energia reattiva rispetto all’energia attiva, rilevata nelle fasce F1 e F2 in maniera separata.

Dal 2016 la soglia al di sopra della quale si incorre nel pagamento della penale è scesa dal 50% al 33% e la tariffa aumenta quando l’energia reattiva supera il 75% dell’attiva.

tabella energia reattiva penali

Dal punto di vista tecnico, lo sfasamento è indicato con il fattore di potenza, anche chiamato cos φ. In condizioni ottimali il fattore dovrebbe tendere a 1.

Il prelievo di energia reattiva pari al 33% dell’attiva corrisponde a un cos φ di 0,95. Se il fattore di potenza è inferiore a questo valore, si paga la penale per ogni kvarh prelevato in più rispetto al limite imposto. Se l’energia reattiva è pari al 75% dell’attiva, il cos φ è minore di 0,8 e la penale applicata risulta maggiore.

 

I benefici del rifasamento dell’impianto

Il rifasamento dell’impianto per diminuire l’energia reattiva consiste nel collegare dei condensatori di rifasamento in parallelo ai carichi: tali condensatori funzionano come generatori di potenza reattiva e forniscono l’energia reattiva necessaria che così non viene prelevata dalla rete elettrica. In questo modo si riduce l’intensità di corrente circolante e lo sfasamento tra tensione e corrente.

Sono diversi i benefici portati da un corretto rifasamento dell’impianto:

  1. economici, dovuti all’eliminazione delle penali in bolletta previste dall’Autorità, alla riduzione della corrente, alla conseguente riduzione delle taglie dei componenti dell’impianto;
  2. ottimizzazione del dimensionamento dei componenti (trasformatori, organi di manovra, blindo, cavi);
  3. riduzione delle cadute di tensione lungo le linee;
  4. riduzione delle perdite per effetto joule;
  5. riduzione dell’usura dei componenti.

 

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